I Signori della Guerra
I Signori della Guerra
Nodo commerciale tra Africa e Asia sin dall'antichità (testimonianze egizie della V dinastia), la Somalia fu islamizzata, nel VII secolo, attraverso la fondazione di centri mercantili arabi di Zeila, Mogadiscio e Brava. La fusione fra semiti e camiti portò alla formazione del regno di Ifat nel secolo XIV, che subì le influenze della vicina civiltà abissina.L'intera regione fu conquistata dal regno cristiano dello Scioa e si riprese con la formazione del regno di Adel all'inizio del secolo XVI e con l'avanzata dei turchi ottomani. Frazionata in potentati musulmani locali, formalmente dipendenti da Zanzibar, entrò nelle mire coloniali europee in seguito all'apertura del canale di Suez nel 1869: nel 1884 la GranBretagna occupò Zeila, Bulhar e Berbera, mentre la Francia si impadronì del Gibuti; la maggior parte del paese divenne colonia italiana dopo numerosi trattati con i sultani di Obbia e Migiurtinia nel 1889. Nel 1889 l'Italia ottenne, tramite un accordo da parte del Console italiano di Aden con i rispettivi Sultani, i protettorati sul sultanato di Obbia e su quello della Migiurtina. Nel 1892 il Sultano di Zanzibar concesse in affitto i porti del Benadir (fra cui Mogadiscio e Brava) alla società commerciale Filonardi. Il Benadir, sebbene gestito da una società privata, fu sfruttato dal Regno d'Italia come base di partenza per delle spedizioni esplorative verso le foci del Giuba e dell'Omo e per l'assunzione di un protettorato sulla città di Lugh. Nel marzo 1902, la Soc. del Benàdir presenta al Parlamento un programma d'azione vasto e coordinato che porta poi all'occupazione di Bardéra e Lugh, l'istituzione di un servizio di trasporti di terra e di mare e un trattato col sultano di Ghelédi. Le forze militari italiane in quel paese sono veramente esigue e costituite solo da locali o yemeniti costituiti in bande comandate da Italiani e da eritrei. Due anni dopo, la crisi commerciale della Società del Benadir e la politica restrittiva italiana che prendeva provvedimenti contro la schiavitù delle tribù arabe della costa, portò al primo scontro con la fazione dei Bimal nella zona di Merca. Nostre accuse di schiavismo ritenute infondate e timori di invasione del Mùllah portano alla risoluzione della convenzione con la Soc. del Benàdir. Di fatto, però l'Italia si era sostituita alla Società già da alcuni mesi. Nei successivi quattro anni si conteranno altre due guerre contro questa Tribù.
Nel 13 Gennaio 1905 accordo tra Italia e Inghilterra dove L'Italia riscatta i quattro scali somali in cambio di un compenso forfettario di 144.000 sterline destinate al governo di Zanzibàr. Con un altro accordo, l'Inghilterra affitta all'Italia un appezzamento di terreno nella baia di Chisimàio. Il terreno è destinato alla costruzione di uno sbarcatoio e di magazzini merci. Nello stesso anno è proclamata la colonia italiana di Somalia a nordest e sud.Nel settembre 1907, Menelik autoincoironato Re dei Re d'Etiopia, invia una spedizione per estorcere tributi. Dopo essere stata respinta una prima volta dagli uomini del Mullah, riesce a raggiungere i pozzi di Berdalè presso Lugh dando inizio ad una serie di razzie. I capitani Bongiovanni e Molinari con 300 uomini decidono di intervenire per ottenere pacificamente la restituzione del bottino. Raggiunta Bahallè sono costretti allo scontro dagli abissini e vi trovano la morte.
Gli eccessi compiuti nelle razzie verranno puniti dallo stesso Menelik. In seguito a questi fatti si conclude ad Addis Abeba un trattato per la delimitazione dei confini tra Etiopia e Somalia italiana. In pratica però i confini furono fissati solo da Dòlo (a sud) a Lét. La grand'offensiva inglese contro il Mullah termina con la fuga di quest'ultimo nel territorio del Nogàl. Egli morirà presso Imi nell'alto Uébi nel 1921. In Italia intanto è costituita a Milano la Società Agricola Italo-Somala su iniziativa di S.A.R. il Duca degli Abruzzi. L'Inghilterra cede il Jubaland all'Italia come compenso post-bellico. Nel luglio dell'anno successivo iniziano le operazioni per l'occupazione dello Jubaland sotto il Commissariato Generale dell'Oltregiuba. La Somalia non diventerà mai una colonia di popolamento, anzi la capitale Mogadiscio non arriverà certo alle dimensioni "italiane" di Asmara, arrivando a contare - al massimo dell'immigrazione italiana - non più di 10.000 italiani.
La regione dell'Ogaden era parte integrante del territorio somalo, prima che fosse ceduta al re etiope Menelik II, che nel 1887 andò a Berlino a mendicare presso le grandi potenze uno sbocco verso il mare. I tre firmatari Italia, Gran Bretagna e Francia durante gli anni 1884-1886 cedettero l'Ogaden a titolo di gratificazione all?Etiopia per non aver ostacolato la ricerca delle concessioni territoriali nel corno d'Africa.
Siad Barre: Militare e politico somalo. Presidente della Somalia (1969-1991). Nel 1976 fondò il Partito socialista rivoluzionario somalo. La progressiva perdita di consensi lo spinse a una politica sempre più autoritaria che rafforzò l'opposizione interna.Con la costituzione dell'impero, l'Ogaden ex-etiope, è inserito nuovamente nel territorio provinciale somalo. Scoppiatala seconda guerra mondiale, la Somalia fu occupata dalle truppe britanniche che, passato il confine dell'Oltregiuba, il 27 febbraio 1941 entravano nella capitale Mogadiscio, assumendone l'amministrazione e costituendo il territorio separato dell'Ogaden. L'Ogaden veniva reso definitivamente all'Etiopia. Nel sud gli inglesi facevano analogo regalo al Kenya della regione somala NFD (North Front District). L'occupazione inglese del Somaliland durò fino al 31 marzo 1950, quando questo divenne indipendente. L'Ogaden nell'ambito della storia somala è la regione dove si sono combattute battaglie epiche.
La Somalia, ad amministrazione italiana, divenne a sua volta indipendente il 1 luglio 1960 e ci fu l'unione delle due ex colonie.
Nel 1967, Aden Abdullah Osman Daar è battuto alle elezioni da Abdi Rashid Ali Shirmarke. Il presidente Shermarke è assassinato da una delle sue guardie del corpo.
Il generale Mohamed Siad Barre prende il potere con un golpe militare pochi giorni dopo.Sid Barre, figlio di un pastore, nel 1941 entrò nel corpo di polizia territoriale; durante gli anni cinquanta frequentò in Italia un corso per ufficiali.Dopo l'indipendenza della Somalia (1960) fece carriera nell'esercito, fino a diventare comandante in capo. Nel 1970, Siad Barre dichiara la Somalia stato socialista e nazionalizza gran parte dell'economia.
Nel luglio 1977, la guerra a bassa intensità tra ribelli appoggiati dal governo somalo e l'esercito etiopico si trasforma in un conflitto tra Somalia ed Etiopia. Il teatro dei combattimenti è la regione etiope di Ogaden.
Nell'Ogaden, nel '77 fu combattuta una delle più sanguinose guerre convenzionali della storia.
La Somalia sotto la guida del dittatore Siad Barre tentò di strappare l'arida regione all'Etiopia, i sovietici comandati dal Generale dell'esercito Vasily Petrov e il Tenente Generale dell'Aviazione G. Dolnikov congiuntamente ai cubani guidati dal Generale di Divisione Arnaldo Ochoa (fucilato poi da Castro per traffico di droga), stabilirono uno stato maggiore congiunto di cui Menghistu fu il leader politico. La forza armata Etiope era formata da 5 Generali etiopi, 8 cubani, 5 sovietici 2 yemeniti (lo Yemen inviò 2000 soldati), 50.000 soldati etiopici aiutati da 18.000 cubani, piloti israeliani sugli F5, piloti cubani e yemeniti sui Mig.
Ricorrendo ad un imponente ponte aereo in aggiunta alle informazioni militari dei cubani e dei sovietici che avevano armato fino a quel momento il regime di Mohamed Siad Barre, nel giro di un anno gli Etiopi ricacciarono i Somali dalle posizioni conquistate, sconfiggendoli nelle battaglie di Diredaua e Giggiga. Restò famosa l'operazione con cui I russi scavalcarono la linea somala trasbordando su una imponente massa di elicotteri un'intera divisione motorizzata.In seguito alla sconfitta nel conflitto con l'Etiopia per il controllo dell'Ogaden, Siad Barre, sospese le relazioni diplomatiche con l'URSS e nel 1978 portò il paese nell'orbita occidentale, mentre nel marzo 1978, un gruppo di ufficiali dell'esercito cerca di rovesciare il regime d Siad Barre senza successo.
Uno degli ideatori del tentato colpo di stato del 1978, il colonnello Abdullahi Yusuf Ahamad è tra i fondatori del primo movimento di opposizione armata al regime di Siad Barre: il Fronte di Salvezza Somalo (FSS), che nel 1981 diventa il Fronte Democratico di Salvezza Somalo (FDSS). Ysuf ne è il leader.
Maggio 1988: Il Movimento Nazionale Somalo (MNS) scatena un'offensiva nel nord del paese. Siad Barre risponde bombardando la regione. Centinaia di migliaia di civili sono sfollati e molti perdono la vita. E' la prima reale sfida al regime di Siad Barre. Nel maggio 1990: A Mogadiscio è pubblicato un manifesto che richiede la convocazione di una conferenza di riconciliazione. Lo firmano 144 personalità del paese, in rappresentanza di tutti i clan somali.
Dal 1980, nelle province settentrionali è rimasta attiva la guerriglia antigovernativa, espressione di diversi movimenti di opposizione e di diverse etnie, nata nel dicembre 1990 con lo scoppio a Mogadiscio di una rivolta armata che il 27 gennaio 1991, dopo violenti combattimenti, ha rovesciato il governo e costretto Siad Barre alla fuga.Il governo provvisorio instaurato non è riuscito a sedare la lotta tra le diverse fazioni che ha portato il paese in uno stato di gravissima crisi.
Il 17 Novembre 1991, comincia la guerra tra le due fazioni dell'USC (United Somali Congress); nell'aprile 1992 Inizia la missione Unosom I; le truppe della missione Restore Hope giungono in Somalia. Nel marzo 1993 vengono firmati degli accordi di Mogadiscio, che prevedono l'indizione di elezioni democratiche e l'insediamento di un governo legittimato dal voto popolare. Non verranno mai applicati.
Infatti, in giugno (1993), le forze del contingente di pace sono attaccate dagli uomini del generale Aidid, in luglio (1993), un elicottero americano uccide più di 50 somali riuniti in un'abitazione privata a Mogadiscio, accrescendo l'ostilità verso le forze di intervento internazionali; in ottobre (1993), i miliziani del generale Aidid abbattono un elicottero di Rangers americani impegnati in un'operazione di rastrellamento. Nuovamente, il 24 marzo 1994, i generali Ali, Madie e Aidid firmano la Dichiarazione di riconciliazione nazionale, impegnandosi a porre fine alle ostilità. L'accordo non sarà mai applicato. Le forze Onu in Somalia si ritirano definitivamente il 28 marzo 1995 ponendo fine all' operazione Restore Hope.
La situazione politica in Somalia verso la fine del 1995 è molto instabile. Tale Stato si è scisso in due nazioni nel 1991, la capitale, Mogadiscio, è divisa geograficamente da una 'linea verde' di separazione che la taglia praticamente a metà. Al suo interno, diversi 'clan' si spartiscono il potere della città; il Nord, sebbene formalmente sotto il controllo di Ali Mahadi, è nelle mani dei fondamentalisti islamici, i quali impongono la legge del Shari'a, mentre nel Sud il Generale Aidid detiene il potere dell'altra metà di Mogadiscio. Paradossalmente, dopo l'intervento dell'ONU, la situazione politica sembrerebbe peggiorata. La Somalia ha oggi due Capi di Stato: nel Giugno del 1995 il Gen. Aidid si è autoproclamato Presidente, affiancando il già Presidente ad interim Ali Mahdi . I diversi partiti presenti in Somalia sono inoltre divisi al loro interno: Aidid è stato infatti sfiduciato all'interno dell'USC-SNA (United Somali Congress-Somali National Alliance) da Ali "Atto", suo braccio destro, spinto quest'ultimo da propositi di maggiore cooperazione con le fazioni rivali.Nell'agosto del 2000 una conferenza di riconciliazione nazionale tenutasi nel confinate Djibouti ha eletto Abdiqasim Salad Hassan presidente del primo governo nazionale somalo dal 1991. Ma fin dall'inizio questi sta affrontando la dura resistenza di vari gruppi armati, soprattutto dell'Esercito di Resistenza degi Rahanwein (RRA) guidato da Hassan Mohamed Nur, appoggiato dalla vicina Etiopia. Dal 1994 la Somalia è abbandonata a se stessa e al suo incerto destino.
Per comprendere la natura del conflitto occorre considerare l'eredità storica e lo sviluppo della società tradizionale Somala. La popolazione appartiene ad un unico gruppo etnico e condivide un'unica religione. Non si può quindi parlare dilotte tribali, intendendo con ciò lotte tra etnie completamente diverse; bisogna invece prendere in considerazione i conflitti 'classisti' e 'clanici' presenti all'interno della stessa nazione. La società 'clanica' non è in generale l'anticamera di una società anarchica e, soprattutto, non sfocia quasi mai in un conflitto. Infatti, sebbene l'organizzazione socio-politica Somala precoloniale sia fortemente decentralizzata, esisteva, ed esiste ancora oggi, un efficiente sistema di regolamentazione fra clan (guurti, o assemblee degli anziani, che sono i legittimi rappresentanti di clan e sotto-clan).Le radici della dissoluzione dello Stato Somalo vanno ricercate nella storia più recente, considerando gli effetti della dittatura del Gen. Siad Barre (1969-1991), della 'Guerra Fredda', della gestione degli aiuti Italiani e dell'intervento internazionale. Lo Stato Somalo ottenne l'indipendenza il 1 Luglio 1960. Nove anni dopo, e più precisamente nell'Ottobre del 1969, la politica del paese venne stravolta dal colpo di Stato che portò a capo del paese ('Repubblica Democratica Somala') il Generale Siad Barre. La seconda metà degli anni sessanta vide l'esercito protagonista sulla scena politica di tutto il continente Africano; le istituzioni politiche tipicamente Occidentali lasciate in eredità dal colonialismo erano deboli e non in grado di funzionare in modo democratico.
In questo contesto, dove si vuole imporre una forma di Governabilità di stampo "democratico occidentale", l'unica cosa che può imporre il potere "statale" è l'esercito o nel contesto l'esercito più forte; quando da millenni sono i CLAN a tenere lo scettro dell'ordine Sociale e tradizionale del paese; gli stessi CLAN vengono fomentati con inutili pretesti di unificazione sotto una bandiera ideologica o religiosa ed il gioco piano piano scivola dalle mani dei reali GOVERNANTI della Soamlia, per finire nelle mani di chi sostiene il traffico d'armi e da chi Fomenta una guerra ed un attrito continuo, rendendo i Clan portavoci manipolati dell'idealogia di turno.Ma allora, chi sono i veri Signori della Guerra?










3 Comments:
Una situazione complessa quella della Somalia... quale è quella di molti stati in guerra africani e non. E il frutto di troppe sovrapposizioni al potere e di troppi poteri contemporanei. I warlord, che di signorile non hanno proprio nulla, si sostituiscono nel tempo, cambiando magari appartenenza politica o religiosa, ma rimanendo di fatto "signori" del proprio desiderio di avere. Avere potere, controllo politico, geografico, sui porti, sulla religione e sul terrore che si puo ottenere sfruttando la religione.
Credo però che sia connaturata all'uomo una certa belligeranza..senza il colonialismo e la "democrazia occidentale" il clima sarebbe forse diverso..meno violento, anche solo per le disponibilità economiche e di armi inferiori!! Tutto però sarebbe meno evidente ed eclatante come in ogni paese dove gli interessi toccati dalla guerra/guerriglia sono così “locali” da non saltare agli occhi del grande pubblico (che è sempre quello dei paesi più avanzati nelle comunicazioni)..Sarebbe solo (sic!) una guerra dei piccoli!
...sono pienamente daccordo ma questa però non è una guerra, è un omicidio di massa incondizionato, dove uomini e donne muoiono o uccisi dai proiettili di ideali "occidentalizzati" o dalla fame portata dagli ideali "occidentalizzati".
Così quando leggo sulle testate dei giornali: <"In Somalia i “signori della guerra”, dopo aver consegnato il potere nelle mani delle corti islamiche, hanno riparato a Jowhar, a nord di Mogadiscio. ... Sul fronte politico, gli Stati Uniti hanno annunciato di voler preparare una risposta americana per evitare che la Somalia diventi un rifugio per Al Qaida. La risposta del capo delle corti islamiche non si è fatta attendere: “daremo una lezione agli americani” se intervenissero nel Paese africano.">
non posso restare indifferente, la gente DEVE sapere dove porta questa guerra, cosa si combatte, chi è il nemico reale... il nemico reale è l'immaginario di dover imporre le nostre regole.
Io non ho molti dati con cui fare un commento a questo articolo, le mie informazioni sono limitate, anzi diciamo che quello che so l'ho appena letto, comunque e' una bella cosa che tu pella, abitante di ventoso, e viaggiatore della rete abbia messo il tuo libero pensiero a disposizione della massa, di chi sa' di cosa stai parlando e di chi come me trova novita' e spunti di riflessione...
quindi un sentito grazie belo, per rendere tutta questa esistenza piu' colorata e vivibile.
Post a Comment
<< Home