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...l'uomo, le idee, i pensieri... in rete questi trovano forme più asettiche, dirette e pure. In un universo di falsità di menzogne ed inganni, l'essenza dell'umanità: ciò che l'uomo desidera essere vero o irreale è qui, e qui gli si da forma.

6.19.2006

AIDS: "Il Flagello del Nuovo Millennio"

Ho voluto creare quest'articolo, con la presunzione non di esporre la verità, che come sempre non è mai certa ma di porre il lettore nella stessa situazione in cui mi sono ritrovato io, quando alcuni amici (tra cui Farmacisti e Biologi) mi misero una strana pulce nell'orecchio, riguardo una sorta di "corrente dissidente" circa la veridicità delle informazioni sull'AIDS ed HIV divulgate dai vari organi che si definiscono "competenti".
Partendo per curiosità, mi sono trovato nella situazione di non poter assolutamente affermare con certezza che l'AIDS non sia una manovra Politica ed Economica, più che il Flagello del Nuovo Millennio, come spesso viene definita.

La TESI UFFICIALE
Cosa è l'infezione HIV?

L'HIV è il virus di immunodeficienza umana, l'organismo che causa l'AIDS. L'HIV è trovato nei liquidi corporali (in modo particolare nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali, e nel latte materno) delle persone infette dal virus. Una persona può essere infettata dall'HIV senza neanche saperlo. È credenza generale che la maggior parte delle persone infette dall'HIV contrarranno l'AIDS. Tuttavia esse possono essere infette dall'HIV per molti anni (spesso più di 10 anni) prima di contrarre l'AIDS.

L'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una condizione causata dall'HIV. Accade quando il sistema immunitario di una persona è indebolito dall'infezione HIV, che limita la capacità del corpo di difendersi dalle malattie e dalle infezioni. I centri sanitari di controllo e prevenzione delle malattie delineano l'AIDS come una condizione causata in una persona che:
* Ha un'infezione HIV documentata in laboratorio
* Ha avuto un indice CD4 (un tipo indefinito di cellula che combatte l'infezione) minore di 200
* Ha avuto una o più malattie che determinano l'AIDS

Vivere con l'AIDS è come vivere con qualunque altre malattia cronica. Qualche volta una persona con l'AIDS soffre di infezioni e si sente male. Altre volte una persona può sentirsi bene e può partecipare alle normali attività.

L'infezione HIV si trasmette attraverso il sangue e i liquidi corporali
(soprattutto lo sperma, le secrezioni vaginali e il latte materno) degli individui infetti. Esso si può trasmettere mediante:

* Contatto sessuale (soprattutto rapporti sessuali vaginali o anali). La trasmissione mediante sesso orale può succedere, ma il rischio è molto più basso.

* Sangue e altri fluidi corporali, per mezzo di:
o Scambio di siringhe, droghe e gli arnesi della droga
o Ricevendo trasfusioni di sangue infetto o prodotti di sangue e/o trapianti di organi infetti
o Usando strumento di foratura della pelle contaminati (aghi, siringhe, lamette da barba, aghi per tatuaggi, o strumenti di circoncisione)
o Dopo una ferita causata da aghi contaminati o altri oggetti acuminati
o Dopo aver ricevuto uno schizzo di sangue infetto o di liquidi corporali sulle membrane mucose (come gli occhi)

* Metodi perinatali (passati da madre a neonato durante la gravidanza, parto o allattamento al seno)

Alcuni individui potrebbero non presentare sintomi e non sapere di esseri infetti dall'HIV. Tuttavia essi possono ancora trasmettere il virus agli altri. Non si può dire se una persona è infetta dall'HIV solo guardandola.

La probabilità di essere infettati dall'HIV può essere ridotta evitando comportamenti ad alto rischio. L'astinenza è l'unica maniera di evitare l'acquisizione dell'HIV attraverso l'atto sessuale. Il rischio di infezione dall'HIV facendo sesso è basso se avete una relazione monogama a lungo periodo con una persona non infetta. La migliore maniera di prevenire l'HIV è astenersi da pratiche sessuali malsicure e dalle droghe.

Quali sono i sintomi dell'infezione HIV e dell'AIDS?
Le persone infette dall'infezione HIV potrebbero non presentare nessun sintomo. Ci vogliono 10 anni o più tra l'infezione HIV e la diagnosi dell'AIDS. Ora, con i progressi nella terapia, questo ritardo di tempo può essere prolungato. Una volta che i sintomi iniziano a svilupparsi, essi possono includere:

* Un inspiegabile perdita di peso che dura almeno un mese
* Diarrea per diverse settimane o di più
* Uno strato bianco sulla lingua
* Ghiandole allargate o infiammate nel collo, nelle ascelle e/o in altre parti del corpo
* Una tosse che persiste per più di un mese
* Febbre persistente e/o sudore nella notte
* Infezioni vaginali persistenti

Poiché questi sintomi possono essere causati da altre malattie, un esame deve essere eseguito per confermare la presenza dell'HIV.

Come viene diagnosticata l'infezione HIV?
Vi sono esami del sangue per determinare se una persona è infettata dall'HIV. La diagnosi dell'infezione HIV viene eseguita dalla scoperta di anticorpi all'HIV su uno stesso campione di sangue con due esami differenti, con il secondo esame che permette di confermare il primo. Poiché questi esami cercano gli anticorpi invece del virus attuale, è possibile che durante il tempo tra quando l'infezione accade e quando i livelli di anticorpi sono alti abbastanza per essere rilevati, un esame dell'HIV sarà negativo persino se la persona è attualmente infetta dall'HIV. Questo intervallo di tempo utile varia da persona a persona. Quindi le persone che pensano di poter essere infette devono aspettare 2-6 mesi dalla loro ultima esposizione possibile prima di essere esaminati.

C'è una terapia o una cura per l'infezione HIV o per l'AIDS?
Al momento non vi sono cure per l'infezione HIV e per l'AIDS. Tuttavia con l'uso combinato delle nuove droghe antivirali (nota come terapia combinata) come pure droghe per prevenire infezioni opportunistiche, molte persone con l'infezione HIV e l'AIDS hanno esteso e migliorato la qualità delle loro vite e ritardato il progredire dell'infezione HIV verso l'AIDS.

La Malattia ed il TEST

La definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha "soltanto la tubercolosi"

Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c'è varicella senza il virus della varicella, non c'è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento non specifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.

Un soggetto viene classificato malato conclamato di AIDS quando si verificano due condizioni:
1)presenta i sintomi di almeno una delle 29 patologie considerate possibili conseguenze, come Polmonite, Tubercolosi, Linfoma, Diarrea, Herpes Simplex, Sarcoma di Kaposi, Candidiasi, etc..

2)è positivo al test HIV (Human Immunodeficiency Virus).

Se il soggetto è positivo al test ma sta bene viene considerato malato asintomatico. L'eventuale successiva comparsa dei sintomi di cui sopra cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Se il soggetto presenta i sintomi di una delle patologie in elenco ma non è positivo al test non è malato di AIDS. L'eventuale successiva risposta positiva al test cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Pertanto un malato di polmonite o tubercolosi negativo al test è solo malato di polmonite o tubercolosi. Mentre un malato di polmonite o tubercolosi positivo al test è malato di AIDS. E' subito evidente che il test HIV ha un ruolo centrale nella diagnosi di AIDS.

I medici sono stati espropriati della possibilità di fare una diagnosi, non c'è più confronto, non c'è più la possibilità che uno dica si e un altro no. La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico che brevetta, approva e produce i test. E' evidente che il concetto di malato asintomatico sieropositivo è contraddittorio e che tutto l'insieme è estremamente pericoloso: il test decide, al di là di ogni evidenza, se una persona è sana o malata.

Insomma, nessuno dei test praticati attualmente risulta né specifico, né standardizzato, né riproducibile. Ma, ciononostante, questi test continuano ad essere utilizzati in batteria, così che possono confortarsi e sorreggersi reciprocamente.


Chi è Il Malato di AIDS e chi è a rischio ?

Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:
a) Dei 70.000 americani, che contraggono l'AIDS ogni anno, almeno il 90% risultano essere tossico dipendenti (compresi quasi tutti i pazienti omosessuali), mentre i casi di eterosessuali raggiungono solo il 10%. si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell'eroina, della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.

Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).

Milioni e milioni di cittadini africani hanno sofferto a lungo di deperimento, diarrea cronica, febbre, e tosse persistente.

Improvvisamente, nel 1985, i ricercatori occidentali definirono quest'insieme di sintomi come una sindrome distinta: l'AIDS; dichiararono inoltre che essa era causata da un solo virus, l'HIV, che loro consideravano sessualmente contagioso.

All’inizio di quest’anno invece, 24 milioni di africani risultano essere stati infettati dal virus. In assenza di un miracolo medico, quasi tutti moriranno prima del 2010. Ogni giorno 6.000 africani muoiono di AIDS. Ogni giorno, altri 11.000 vengono contagiati.

C'è però il fatto che la maggior parte della popolazione africana a cui viene diagnosticato l'AIDS (circa un 70%), risulta in realtà negativo al test dell'HIV.

I Farmaci

Il DHHS (U.S.A. Department of Health and Human Services) ha dal 5 Febbraio 2001 modificato le direttive sanitarie relative all'utilizzo dei farmaci antiretrovirali (Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in HIV-Infected Adults and Adolescents), affermando che forse non è il caso di utilizzarli su pazienti asintomatici non essendo chiaro se i "vantaggi" bilanciano gli effetti tossici. Ha con ciò abbandonato una filosofia terapeutica in auge dal 1987, anno in cui la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato l'utilizzo dell'AZT, filosofia riassunta nelle parole "hit hard and hit early" (colpisci duro e colpisci presto) sulla base della quale persone positive-al-test assolutamente sane, sono state messe in cura con terapie a base di farmaci allungavita: spesso la morte è sopravvenuta nel giro di pochi mesi. I nuovi indirizzi prevedono che la terapia venga prescritta al presentarsi di qualche segno della malattia e non per la sola condizione di sieropositività. Con ciò si ammette che il sieropositivo non è più un malato e non corre alcun rischio. Si deve considerare che il primo test HIV è stato introdotto nel 1984 ed in quell'anno sono comparsi i primi sieropositivi destinati ad ammalarsi, si diceva allora, entro 1-2 anni. Col passare degli anni, e dell'invecchiamento in salute di sieropositivi che hanno scelto di non assumere farmaci antiretrovirali e la cui vita si è "allungata spontaneamente", il periodo di latenza si è dovuto estendere inesorabilmente ed è adesso stimato in decine di anni. Col periodo di latenza lungo ormai quanto una vita le direttive sanitarie che prevedevano la terapia da subito erano diventate ingiustificabili. E non è quindi più sostenibile che i pazienti di una volta "sarebbero" morti senza terapia. Prima o poi qualcuno dovrà rispondere ad alcune domande: spiegare come mai i positivi-al-test asintomatici fino a ieri sono stati terrorizzati, e come mai quelli che sotto terrore hanno accettato la cura sono per lo più morti, mentre quelli che hanno resistito e non sono stati curati sono vivi e non si sono ammalati di AIDS. Esemplare è la storia di Christine Maggiore positiva-al-test asintomatica dal 1992 quando i risultati di un test le cambiarono, giovanissima, la vita. Superato il trauma della sentenza "da 5 a 7 anni di vita, trattamento con AZT da subito", ha iniziato la sua personale via crucis tra un medico e l'altro, finchè dopo circa un anno l'incontro con la dissidenza l'ha condotta fuori dall'incubo. Da quel momento, sfuggita al sistema sanitario, ha dedicato la sua vita alla causa: con altri positivi-al-test come lei ha fondato un'associazione "Alive and Well" (vivi e vegeti) che ha lo scopo di fornire informazioni a quelli che devono, come lei ha fatto, fare una scelta. Ha realizzato un sito, ha scritto un libro, ha incontrato un uomo che ama, hanno avuto un bambino che ora ha 5 anni. È sempre positiva-al-test. La sua vita valeva per Big Pharma alcune decine di migliaia di dollari.

L’AZT (Azidotimidina, Zidovudina, Retrovir) fu messo a punto nel 1964 da un ricercatore della Cancer Foundation di Detroit, Jerome Horwitz . E’ una forma alterata della Timina, uno dei quattro nucleotidi che costituiscono i filamenti del nostro DNA. A differenza della Timina ha un solo legame per cui sostituendosi al nucleotide originale impedisce l’aggiunta di ulteriori nucleotidi al filamento in formazione interrompendo il processo di duplicazione del DNA. Quindi l’AZT, impedendo alla cellula di copiare il proprio DNA ne blocca il processo di duplicazione, e impedisce così la formazione di nuove cellule. L’AZT non fa differenza tra cellule sane, cancerose o virus. Per cui se da una parte può arrestare la duplicazione di quelle malate o dei virus, dall’altra blocca tutti i processi vitali devastando l’organismo. La sostanza si rivelò talmente tossica (letale) che Horwitz neanchè ne chiese il brevetto, e archiviò la documentazione. L’AZT usci dalla polvere nel 1986 e fu approvato dalla FDA nel 1987, dopo una sperimentazione truffa (Vedi Poison by Prescription: The AZT Story – John Lauritsen). Tra le conseguenza della somministrazione di AZT ci sono: distruzione del sistema immunitario, distruzione del midollo osseo, distruzione dei tessuti e della flora batterica intestinale, atrofia dei muscoli, danni al fegato al pancreas alla pelle al sistema nervoso, linfoma. Della categoria degli pseudo nucleotidi fanno parte oltre all’AZT i successivi 3TC (Epivir), D4T (Zerit), ddC (Hivid), ddI (Videx) e ABC (Ziagen): il loro funzionamento è analogo, così come le conseguenze. A partire dal 1996 all’utilizzo di un singolo farmaco si è sostituito un "cocktail" di farmaci (HAART – Highly Active Antiretroviral Therapy) unendo agli pseudo nucleotidi gli inibitori della proteasi, un enzima necessario alla separazione di segmenti proteici. In tal modo, ancora una volta si impediscono delle attività biologiche necessarie sia alla formazione di nuove copie dei virus che al corretto funzionamento delle nostre cellule, con effetti tossici devastanti. Fanno parte di questa categoria: Invirase, Fortovase, Agenerase, Kaletra. Se l’HIV-AIDS fosse una sentenza inappellabile di morte da virus, come la teoria ufficiale sostiene, l’utilizzo delle sostanze antiretrovirali, le cui caratteristiche tossiche sono evidenti e riconosciute, potrebbe apparire come un male necessario. Ma se come, sostengono i dissidenti, non è un virus la causa dell’AIDS, allora la somministrazione di sostanze antiretrovirali è un atto criminale, genocidio, perpetrato secondo le seguenti modalità:

* Positivi-al-test asintomatici morti: sono stati uccisi dal sistema sanitario con devastazioni e sofferenze indicibili.
* Positivi-al-test asintomatici vivi: sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.
* Positivi-al-test conclamati morti: alcuni sarebbero morti comunque ma senza una dose aggiuntiva di devastazioni e sofferenze; altri con le cure opportune avrebbero potuto guarire e sono quindi anch’essi vittime del sistema sanitario.
* Positivi-al-test conclamati vivi: non sono curati opportunamente, sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.

Secondo Lauritsen, che ha condotto le analisi più approfondite sull’argomento, circa la metà delle persone trattate con le sostanze antiretrovirali appartengono al gruppo dei positivi-al-test perfettamente sani prima della "cura". Al momento ci sono alcune centinaia di migliaia di persone al mondo a cui vengono somministrate sostanze antiretrovirali. Fortunatamente i dosaggi delle sostanze antiretrovirali sono stati alleggeriti nel corso degli anni, e la somministrazione che era continuativa nei primi anni è oggi a cicli: questo ha ridotto fortemente la mortalità dei soggetti trattati allontanandola da una percentuale che è stata prossima al 100% per parecchi anni.

Ma allora il VIRUS, esiste o no...?

Uno dei dogmi della genetica.
Secondo la teoria classica, considerata valida fino alla soglia degli anni '70, il flusso di informazioni che serve a formare una proteina poteva andare in una sola direzione: dal codice genetico (DNA) alla proteina in formazione, tramite una molecola intermedia (RNA messaggero). DNA -> RNA -> PROTEINA.
Nel 1970 fu scoperto, in estratti di certe cellule, un enzima (un catalizzatore biologico) capace di convertire la molecola di RNA in DNA. Questa era una scoperta rivoluzionaria poiché modificava radicalmente un principio fondamentale della genetica molecolare e cioè che il flusso di informazioni andava strettamente in una direzione. Secondo quella teoria, infatti, il DNA veniva trascritto in RNA messaggero e il processo inverso RNA->DNA non avrebbe potuto verificarsi.
L'enzima appena scoperto venne conosciuto con il nome di "transcriptasi inversa" (in verità era stata scoperta solo l'attività enzimatica) ed immediatamente si pensò che doveva essere l'indice della presenza di un nuovo tipo di virus.

L'aver ritrovato un'attività transcriptasica in cellule cancerogene fece estesamente accettare l'ipotesi che fossero presenti dei virus a RNA, che questi potessero inserirsi nel DNA cellulare grazie all'enzima creduto loro esclusivo ed eventualmente causare la trasformazione cancerogena della cellula ospite. Queste ipotetiche entità vennero chiamate retrovirus.
L'idea che questi virus ed altri causassero il cancro aprì grandi aspettative e grandi speranze in tutto il mondo e presto portò ad accusare della diffusione degli agenti infettivi del cancro omosessuali prostitute e negri, come è avvenuto in anni più recenti per l'AIDS. Si pensò anche che un vaccino avrebbe potuto conferire una protezione verso di essi.
Ma la teoria non era in grado di spiegare l'epidemiologia delle neoplasie e la loro evidente mancanza di trasmissibilità. Nessun vaccino poté essere realizzato .
Dunque, negli anni '70, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo la attività transcriptasica inversa venisse rivelata induceva a credere che i retrovirus fossero presenti. Questo pure si dimostrò come un grave errore, poiché la medesima attività enzimatica era presente in tutta la materia vivente provando così che la transcriptasi inversa non aveva niente a che fare con i retrovirus per sé. Questo era già noto agli inizi degli anni '80.
Ciò nonostante molti scienziati non tennero conto di questa evidenza e continuarono a lavorare alacremente sull'ipotesi oramai falsificata.
Una ricerca successiva dimostrò che almeno il 10% del DNA dei mammiferi era composto da sequenze ripetitive cui si faceva riferimento come a "geni nonsenso"(cioè senza funzione apparente), parte dei quali tuttavia avevano sequenze del tutto simili a quelle attribuite ai retrovirus. Essi esistono a centinaia se non migliaia di copie in ogni cellula. Essi possono moltiplicarsi indipendentemente e saltare entro e tra i cromosomi, essi vennero definiti retrotransposoni. In laboratorio è possibile farli migrare e quando questo succede l'attività transcriptasica inversa viene invariabilmente rilevata. Si dimostrò anche che enzimi cellulari normali potevano avere una efficiente attività transcriptasica inversa (9). Per tutte queste ragioni l'equazione "transcriptasi inversa = retrovirus" venne completamente a cadere.

Tutto questo era già ben conosciuto nel 1983. Ciò nonostante Gallo e Montagnier dichiararono nel 1984 di aver scoperto un nuovo virus, sebbene tutto quello che fecero fosse riassumibile nei punti seguenti:

1) trovarono segni di attività transcriptasica in colture cellulari,
2) mostrarono fotografie di particelle simil-virali senza prova che fossero virus,
3) ritrovarono alterazioni cellulari nelle stesse colture, alterazioni che si potevano ritrovare anche in colture cellulari "non infette".

Quanto sopra lo attribuirono in via ipotetica al virus ipotetico che proposero come responsabile ipotetico dell'AIDS.
Il gruppo di Gallo, infatti, non portò nessuna prova che l'attività transcriptasica né le alterazioni cellulari rilevate fossero causate dal virus che non aveva isolato. Inoltre i suoi lavori furono completati con frodi e macroscopiche alterazioni dei dati.
Nei lavori iniziali, il gruppo di Montagnier mantiene la prudente conclusione che: "Il ruolo del virus nell'eziologia dell'AIDS deve essere determinato". Ciò tuttavia non li trattenne di annunciare al mondo intero (il famoso 23 aprile 1984) ed i giorni seguenti di aver trovato la probabile causa dell'AIDS. Come è noto, comunque, anche quell'ultima cautela, l'aggettivo "probabile" si dissolse rapidamente nel nulla, lasciando il posto all'incrollabile, rocciosa certezza che a tutti è stata inculcata.

Da allora di anni ne son passati molti, eppure nessuna fotografia di una particella virale isolata né delle sue proteine e dei suoi acidi nucleici è stata pubblicata. Fin dai primi studi Gallo affermava di aver trovato l'HIV a concentrazioni altissime (108/ml). Quindi non c'è nessuna giustificazione tecnica per tale mancanza. Nessun tipo di controllo (come quelli menzionati sopra) è stato effettuato. Quello che tutto il mondo ha visto sono due cose: a) le fotografie di particelle simil-virali da colture cellulari stimolate con ormoni ed agenti ossidanti, condizioni che sicuramente non si verificano in vivo, b) raffigurazioni più o meno stilizzate di quello che si vorrebbe che fosse. Nell'unico studio controllato di microscopia elettronica, i risultati, sconcertanti per i proponenti della teoria virale, consistevano nel ritrovamento di particelle indistinguibili dall'HIV, in una varietà di patologie del sistema linfatico, non associate all'HIV, tanto che gli Autori furono portati a concludere: "La presenza di tali particelle, di per sé, non indica infezione con HIV".
L'esistenza dell'HIV è dedotta da un test anticorpale, ma come questo possa funzionare quando dell'HIV non è stata dimostrata l'esistenza è un mistero. Si può però immaginare che cosa esso indichi ripensando semplicemente a come Gallo ottenne il suo test.

La prova diretta dell'HIV
Alcuni ricercatori hanno tentato di aggirare il problema del mancato isolamento virale puntando a qualcosa chiamata "evidenza diretta del virus". Ma non hanno fatto altro che selezionare una proteina di una certa misura che possa coincidere con quella dimostrata nei modelli dell'HIV. Alla fine si dovette ammettere che la proteina era di origine cellulare.
Nonostante questo deplorabile stato di cose, la maggioranza dei ricercatori continuano a credere nell'autenticità dell'HIV perché una "sequenza genica" di esso è stata pubblicata. Le procedure genetiche esistenti avrebbero il vantaggio di identificare la presenza dell'HIV più o meno direttamente anche in assenza di anticorpi. Il fatto che "i test genetici siano talvolta negativi quando gli anticorpi sono presenti o la coltura è positiva", è semplicemente ignorato. Inoltre l'obiezione centrale non viene superata neanche così: poiché nessun virus è stato isolato, ne consegue che nessun genoma virale è stato isolato da esso. Nella letteratura sono tuttavia descritte procedure complicate alla fine delle quali viene prodotto "qualcosa" che viene poi chiamato genoma dell'HIV.
Esso può essere ottenuto da quanto viene prodotto dalle condizioni molto particolari create in laboratorio che tra l'altro comprendono l'uso di linee cellulari "immortalizzate", cellule estratte dal paziente e "arricchite" di stimolanti e agenti ossidanti inesistenti in vivo. Tali condizioni (chiamate co-colture) di per sé stesse sono sufficienti a rendere conto dell'attività transcriptasica inversa e della formazione di nuovo DNA (presunto virale).
La reale spiegazione di ciò che accade è quella che segue. L'RNA è trascritto in segmenti di DNA di varia misura. Alcuni tra quelli possono sembrare di origine estranea alla cellula poiché sono molto più lunghi dell'RNA messaggero (presente solo in segmenti corti). Essi sono il risultato del processo di trascrizione inversa che salda tra loro pezzi non correlati di DNA appena formato (template switching). Questo ha portato i normali ricercatori a credere che fosse stato prodotto del DNA virale.
I pezzi di DNA che risultano sono inevitabilmente più corti e più lunghi della "corretta" lunghezza dell'HIV. Pezzi corrispondenti alla lunghezza desiderata devono essere selezionati in modo da non violare la regola cardinale della virologia secondo la quale tutti gli acidi nucleici in un particolare virus devono essere identici.

Un processo di identificazione con l'uso di una sonda "su misura".
Avendo preparato pezzi di DNA di lunghezza uniforme, essi non sono ancora pronti per la presentazione poiché consistono di una mistura troppo eterogenea per poter rappresentare un tipo di DNA unico. E' necessario perciò procedere ad una selezione ed una autenticazione. Tale procedimento è chiamato ibridizzazione.
L'utilizzazione di sonde geniche (piccole catene di acidi nucleici, ottenute in laboratorio) per l'ibridizzazione permette di rivelare la presenza di segmenti di DNA del tipo ricercato. Poiché all'inizio della storia ovviamente non esisteva nessuna sonda genetica dell'HIV, Gallo e Montagnier operarono nel modo seguente:

1) coltivarono e stimolarono cellule provenienti da pazienti che ipoteticamente albergavano un'infezione con il virus da identificare;
2) interpretarono la comparsa di una certa attività enzimatica (transcriptasica inversa) nelle colture come prova della presenza di tale virus;
3) singole particelle simil-virali in sezioni di coltura apparvero ai ricercatori come ulteriore conferma della loro ipotesi.

A questo punto il sopranatante delle colture venne centrifugato, venne prelevato il materiale che -sempre in via ipotetica - aveva le caratteristiche di sedimentazione del virus. Vennero ritrovate proteine e segmenti di RNA: alcuni di questi vennero arbitrariamente scelti, clonati e presentati come genomi virali e proteine virali. Senza nessuna dimostrazione che ciò fosse vero.

Per riassumere, l'intento era di coltivare l'HIV ed ottenere mediante separazione le sue proteine e i suoi acidi nucleici. Invece, è stata ottenuta una mistura di differenti pezzi di DNA, che, se virali, avrebbero dovuto essere identici. Arbitrariamente alcuni dei segmenti venivano poi selezionati con una sonda genica costruita in base ad un'ipotesi. Comunque, catene che non ibridizzano non dovrebbero essere presenti ed il fatto che ci siano, prova che è stato scelto un DNA cellulare dall'insieme degli "elementi ripetitivi". Ne consegue che il cosiddetto DNA dell'HIV può essere solo un artefatto di laboratorio costruito in funzione di una idea preconcetta di cosa il DNA retrovirale dovrebbe essere e su un'ipotesi (attività transcriptasica inversa = retrovirus) già falsificata durante gli '70. Ricordiamo che a tutt'oggi una coltura è considerata positiva quando viene rivelata tale attività enzimatica

Avvenimenti importanti per l'AIDS

Il 1 Maggio 2000 la Casa-Bianca ha dichiarato l’AIDS una minaccia per la sicurezza nazionale, e ha dato con ciò mandato alla CIA per gestire ufficialmente la faccenda. Viene spontaneo pensare che la minaccia sia rappresentata dalla diffusione dell’epidemia negli USA, ma non è cosi: i dati del CDC (Center for Disease Control) mostrano che i casi di AIDS negli ultimi anni sono calati notevolmente, e sono circa il 30% rispetto al picco degli anni 92/93. Il problema non è quindi la crescita del fenomeno, ma, per quanto paradossale e grottesco possa apparire, l’esatto contrario, la sua eventuale scomparsa. Sono ormai così imponenti gli interessi economici politici e burocratici legati al virus HIV che la sua morte prematura potrebbe sconvolgere parecchi equilibri:

* 100.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus.
* più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di milioni di Euro all’anno per aiutare i malati di AIDS.
* alcune decine di migliaia di milioni di Euro all’anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci "salvavita" antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western Blot, Viral Load)
* organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS (United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di milioni di Euro per combattere l’AIDS. L’ONU ha appena chiesto uno stanziamento di 10.000 milioni di Euro per affrontare l’emergenza.

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591

5 Comments:

Blogger RED said...

Devo dire che mi ci sono un po' perso in questo articolo, e' forse un po' troppo tecnico per una persona come me, gli ultimi capitoli sono quelli che ho trovato piu' interessante, anche se piu' che una malattia inventata, mi sembra una malattia vera, che col passare degli anni e' stata in parte debellata col risultato di un grosso squilibrio delle parti interessate, quindi come sempre possiamo benissimo dire che l'HIV esiste, ma e' meno forte di anni fa, e forse viene ingigantita la sua ombra per far si che rimanga una minaccia che frutta dollari su dollari, o euro su euro.morale della favola, come sempre il virus piu' pericoloso e schifoso e' e sempre sara' "l'uomo".

09:49  
Blogger pella.grind said...

Purtroppo RED, non È POSSIBILE dire che l'HIV esiste ed è un Virus (lentovirus), ciò l'HIV esiste in quanto processo enzimatico non in quanto VIRUS.
Il virus HIV responsabile dell'AIDS NON È MAI STATO TROVATO, si suppone che possa esistere una Forma Virale che però, non è PROVABILE, NON È RISCONTRABILE E NON È VERIFICABILE.
Quello che è certo, è che i malati di AIDS, hanno un determinato processo enzimatico, ed una malattia scelta tra 29 possibili. Questi malati sono curati con farmaci che impediscono al loro organismo di creare nuove cellule e quindi di guarire.
L'AIDS oggi, uccide meno persone solo perchè OGGI, i malati di AIDS prendono un dosaggio MINORE degli stessi farmaci.

14:30  
Anonymous Anonymous said...

Perchè dici “genocidio”? Perchè le categorie colpite sono da epurare? Perche il denaro è la motivazione più forte di tutte? E il fatto stesso che le cure, come dici tu, siano state ridotte..non può essere frutto di una maggiore consapevolezza che in campo scientifico di verità che ne sono davvero poche?? Ritengo che la salute sia un mondo di continue scoperte..Non è facile dire che cosa è vero e cosa è falso come si dice bianco e nero...Una cosa però mi colpisce più di tutte (non pensando all'Africa e le malattie) , e vale per l'Aids come per tanti altri temi: siamo abituati ad accettare le notizie come fossero sempre vere e definitive e ci dimentichiamo con una facilità impressionante le vecchie per le nuove (sempre che qualcuno che le dia...) Che sia il caso di allenare la nostra mente alla memoria storica?

18:07  
Blogger pella.grind said...

Purtroppo viviamo in un'epoca dove la Diffusione di Massa delle notizie, non riscontra precedenti storici di alcun tipo, ma riscontri storici si possono trovare per comprendere fino a che punto l'uomo si può spingere per gli ideali che più gli rendono, sia economicamente che psicologicamente.

18:20  
Blogger pella.grind said...

Articolo apparso sul quotidiano "La Nazione"
il 27 Novembre 1999

Aids, flagello del Terzo millennio

Giampaolo Pioli NEW YORK — E' come un virus atomico. Non c'è arresto al flagello. Quest'anno sono morte per Aids 2,6 milioni di persone. Le zone del contagio non hanno lasciato i paesi ricchi ma si stanno concentrando anche in quelli poveri. Africa , Asia e le ultime repubbliche ex sovietiche sono ormai sterminati. Lazzaretti a cielo aperto. Ieri il presidente del Kenia Daniel Arap Moi ha dichiarato lo stato di «disastro nazionale». Contro la diffusione della malattia del secolo, ha annunciato «misure d'emergenza» che assomigliano a misure di guerra. L'epidemia sta falciando 500 persone al giorno. Nel solo Kenia, un tempo paradiso turistico e basta, ha già provocato 760.000 morti contro una popolazione di 1,9 milioni di sieropositivi in continuo aumento. A Mombasa, insieme ai rappresentanti delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale, il presidente Moi ha annunciato la creazione di un super consiglio nazionale con pieni poteri per garantire controllo e prevenzione. Un vero esercito anti-Aids. Ma queste sono solo cifre parziali. Onu e Organizzazione Mondiale della Sanità sanno che i sieropositivi nel pianeta raggiungono i 33 milioni di unità, e che fino ad oggi sono già morte 16 milioni di persone. Nel sub Sahara il 55% della popolazione infetta è rappresentata da donne. In altri paesi dell'Africa del Sud la vita media sta di nuovo scendendo sotto i 45 anni e scenderà ancora entro il 2010. In soli due anni tra il 1997 e il 1999 nei nuovi stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica, il numero della popolazione affetta da Aids è esattamente raddoppiato e con esso anche il numero delle vittime. La gran parte dei contagi è avvenuta in seguito alle infezioni provocate con aghi utilizzati per iniettarsi droga. Negli Stati Uniti e nei paesi Europei le cifre sono meno drammatiche e il numero dei morti è in calo. «Questo non deve trarre in inganno o far abbassare la guardia-spiega il dott. Peter Piot direttore esecutivo dell ‘United Nations-AIDS»- In alcuni paesi si hanno di nuovo incontri sessuali senza precauzioni. C'è un allentamento nell'uso dei profilattici e questo è semplicemente tragico. L'allarme non è affatto passato. L'Aids è il vero Y2K, il millenium-bug che tutti temono distrugga i computer. In questo caso però il prezzo è più alto: spazza via l'essere umano. Servono prevenzioni e campagne di vaccino immediate». L'organizzazione mondiale della sanità nella sua opera di monitoraggio ha accertato che nella sola Africa 12,2 milioni di donne e 10,1 milioni di uomini, vivono negli stessi villaggi e continuano a riprodursi pur essendo entrambi sieropositivi. Ma l'incremento davvero drammatico dell'HIV avviene in molti stati neo indipendenti dell'ex Unione Sovietica. La disoccupazione giovanile, la chiusura delle fabbriche, ha spinto i giovani a deprimersi e a bucarsi e adesso sono 360.000 quelli accertati che stanno morendo di Aids. Più di 1500 sono gli infettati di Irkutsk in Siberia. Ormai la macchia sta diventando globale. Ecco perché il presidente del Kenia, è stato costretto a proclamare il «disastro nazionale», e sta chiedendo adesso alla Banca Mondiale e all'Onu i soldi per la prevenzione. Aiutare da quelle parti la popolazione contagiata è quasi impossibile. Si può solo lavorare per impedire che il virus colpisca anche altri. E' la stessa tesi anche del governo del Sud Africa che ha rivelato ieri che il 45% dell'intera popolazione che lavora nelle miniere è affetta da HIV. Il virus in questo caso non avrebbe avuto passaggi come la droga o il sesso ma si è diffuso anche come conseguenza dell'alta incidenza di casi di tubercolosi. Il Sud Africa ha inoltre il più veloce indice di crescita del contagio e si calcola che oggi l'AIDS infetti 1600 nuove persone ogni giorno. L'impegno della comunità internazionale in vista nella giornata mondiale dell'Aids è proprio quello di individuare una data che faccia sperare. E' cercare una voce dalla scienza che assicuri che con l'AIDS anche se non si può vincere, o guarire, almeno si può convivere a lungo. La scommessa vera è riuscire a portare il maggior numero di persone possibili a queste grandi pedane d'appuntamento con la speranza e con la cura.

14:26  

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